il Regno dei Cieli – seconda parte

Sappiamo riconoscere le trappole del mondo ed i suoi inganni, capaci di generare continue illusioni che stimolano il desiderio e l’attaccamento alla materia? Sappiamo vivere nel mondo senza cadere nelle identificazioni che continuamente addormentano la coscienza per offuscare la Luce interiore? Se abbiamo compreso l’urgenza di saper andare oltre la dualita’ di questo mondo (luce-tenebre, … Leggi tutto

Antropologia Gnostica

“Soltanto l’Alito Divino può reincorporarci nella Verità; tuttavia questo è possibile solo sulla base di lavori coscienti e patimenti volontari.

Il possesso specifico della Gnosi è sempre accompagnato da un certo atteggiamento di estraneazione davanti a questo mondo illusorio.

L’autentico gnostico vuole un cambiamento definitivo, sente intimamente i segreti impulsi dell’Essere; da qui la sua angoscia, il suo rifiuto e il suo disagio di fronte ai diversi elementi inumani che costituiscono l’io.

Chi anela a perdersi nell’Essere aumenta la condanna e lo spavento davanti agli orrori del me stesso. Contemplarsi come un momento della Totalità è sapere di essere infinito e rifiutare con tutte le forze dell’Essere il ripugnante egoismo della separatività.

Senza la Grazia Divina, senza lo straordinario aiuto dell’Alito Sacro, l’auto-Gnosi, l’autorealizzazione intima dell’Essere sarebbe una cosa assolutamente impossibile.

Il divino che abita nel fondo dell’Anima, l’autentica e legittima facoltà conoscente annienta l’ego e assorbe l’Essenza nella sua parusia e la salva nella totale illuminazione. Questo è il tema del Salvator Salvandus.
Lo gnostico che è stato “salvato dalle acque” ha chiuso il ciclo delle infinite amarezze, ha travalicato il confine che separa l’ambito ineffabile del Pleroma dalle regioni inferiori dell’universo, è fuggito valorosamente dall’impero del Demiurgo perché ha ridotto l’ego in polvere cosmica.
Il passaggio attraverso i vari mondi, il successivo annientamento dei vari elementi inumani afferma questa reincorporazione nel Sacro Sole Assoluto per cui, trasformati in creature terribilmente divine, andiamo oltre il bene e il male”.

estratti da “LA DOTTRINA SEGRETA DI ANAWAK”
(Messaggio di Natale 1974/75)
Samael Aun Weor